Pellet

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Potenziale energetico pellet
Potenziale energetico legna e pellet PDF Stampa E-mail

IL POTENTIALE ENERGETICO DEI DERIVATI DEL LEGNO E LO SVILUPPO DEL MERCATO DELLA VENDITA PELLET

In Diverse regioni italiane quali Veneto, Lombardia, Piemonte, Toscana, ci sono quantità di bosco da legna per la produzione del pellet. Tuttavia, i boschi “accessibili” sono circa 600.000 ha. I cedui sono equamente distribuiti fra proprietà pubbliche e private, mentre le fustaie sono in prevalenza pubbliche. Il mercato più importante degli assortimenti prodotti con le utilizzazione forestali è quello della legna da ardere e della vendita del pellet destinata al riscaldamento residenziale.

Un‘indagine condotta nel 2000 (ENEA) stima un consumo annuo in Molise di circa 193.000 t/anno, pari al 33% dei consumi energetici nel settore residenziale. Quasi il 40% delle famiglie impiega la legna per il riscaldamento domestico, consumandone circa 3-4 tonnellate per abitazione. Nelle aree interne a clima continentale molti nuclei familiari soddisfano i propri fabbisogni termici usando esclusivamente la legna.

Potenziale delle biomasse forestali malgrado l’elevato consumo di legna da ardere, le utilizzazioni forestali sono inferiori all’incremento corrente dei boschi molisani, con un conseguente progressivo aumento della massa legnosa in piedi. Un recente studio ha stimato, in uno “scenario d’incremento d’uso” delle risorse forestali sia di legna che di pellet da riscaldamento basato su poco più del raddoppio delle superfici delle tagliate, dagli attuali 960 ha a 2.400 che la disponibilità di biomasse forestali ammonterebbe a ca. 110.000 tss/anno.


Sviluppare il mercato regionale con le moderne tecnologie

Attualmente  la legna da ardere e i suoi derivati diretti sono utilizzati in apparecchi con bassi rendimenti, mentre il cippato e il pellet sono utilizzati solo raramente, nonostante il buon potenziale disponibile per sviluppare anche questo mercato. Questa pubblicazione intende contribuire a promuovere l’impiego della legna e del cippato in moderne caldaie, puntando, da un lato, ad aumentare l’efficienza d’uso della risorsa legno e dall’altro a ridurre sensibilmente i costi di riscaldamento, mantenendo sul territorio la spesa energetica che oggi – utilizzando i combustibili fossili – invece di remunerare i produttori primari locali è destinata a soggetti extra regionali.